Artista toscano (Livorno, 1978), dal 1999 partecipa e organizza numerose mostre; alcuni suoi lavori appartengono a collezioni private (Milano, Pistoia, Cosenza, Portogallo, Usa).
La sua espressione artistica mira al coinvolgimento dello spazio fisico, per mezzo di installazioni minimali che interagiscono con l’ambiente circostante come per la serie Spazio-Azione (2000-2001) o con l’opera Spiraliforme (2002).
La base su cui verte la ricerca artistica di Fabio Bartolozzi non si concretizza solamente in una semplice riflessione sull’individuo, sulla collettività e sulla sua quotidianità, ma in una ricerca più radicale che vuole mettere l’accento sulla completa e totale perdita d’identità dell’individuo d’oggi, pervaso dai media e divenuto semplice recettore passivo del proprio pensiero.
Tematica che prende corpo con l’opera Il Sogno (2001), installazione che genera nello spettatore un sentimento di apatia, di noia, di totale immersione nella veglia di alcuni individui riversi a terra nel loro sonno quasi fastidioso.
Successivamente, attraverso una minuziosa ed attenta ricerca del sito, Fabio Bartolozzi da’ vita ad una serie di immagini surreali ed inquietanti, Interni #1-#6 (2003-2005), occupate da individui che hanno perso la propria Individualità, mantenendo solo un corpo fisico che occupa uno spazio.
Ambienti essenziali, dai colori neutri e polverosi, dove gli oggetti e i corpi non comunicano, perdendo essi stessi qualsiasi funzione se non quella meramente estetica e di insieme.
Questa serie ha il suo seguito-sviluppo con il dittico fotografico Toelette (Interni #7) in cui l’artista, attraverso l’utilizzo di un controluce e un taglio particolare, riesce ha dare alle due immagini una intimità portata all’eccesso dove si riesce ad intravedere l’ombra sfaldata di una persona all’interno di un bagno di gusto retrò.
A partire dal 2004, Fabio Bartolozzi in collaborazione con Marco Bartolozzi, danno origine al progetto di arte contemporanea No Style affrontando, attraverso le loro opere (Interior Spaces, Il Muro, Wanted, spaMaps…), la consapevolezza dell’artificiosità e frammentarietà della vita, la crisi della comunicazione nella moderna società contemporanea.
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Tuscan artist (Livorno, 1978) from 1999, takes part and organizes many exhibitions; some of his works belong to private collections (Milan, Pistoia, Cosenza, Portugal, USA).
His artistic expression aims to the involvement of the physical space through the minimalist installations, which have a relationship with the surrounding environment as the series Space-Action (2000-2001) or the art work Spirals-forms (2002).
The basis on which the artistic search of Fabio Bartolozzi is about doesen’t concern only a reflection on people, community and their everyday life, but also a more radical search that wants to point out the whole and total loss of identity of the to-day individual, pervaded with media and began only a passive receiving of his thought.
His thematic is present in the art work The Dream (2001), an installation which causes in the spectator a feeling of apathy, of tedium, of total immersion in the waking of some individuals one one’s back in the ground in a sleep almost tiresome.
Subsequently, through a detailed and careful search, Fabio Bartolozzi creates a series of surrealistic and working images, Interni #1-#6 (2003-2005), taken by individuals that have lost their individuality, but that have maintained only a physical body which occupies a space.
It’s a question of essential environment with neutral and dusty colours, where the objects and the bodies don’t communicate, and lose any fuction except the aesthetic one.
This series has its development with the photographical diptych Toelette (Interiors #7) in which the artist, through the use of an against the light and a particular shot, is able to give to the two images an intimacy brought to excess, where it’s possible to catch a glimpse of the flaky shadow of a person inside a retrò bathroom.
From 2004, Fabio Bartolozzi and Marco Bartolozzi have created a project of contemporary art called No Style and, through their art works (Interior Space, The Wool, Wanted, spaMaps), they have dealt with the consciousxess of the artfulness and the fragmentariness of life, the crisis of communication in our society.
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